Ecco il primo reportage del vostro inviato nel Levante spagnolo.
Da un po’ di tempo rimandavo questo primo articolo, in attesa di un momento di sosta. Ebbene, dopo tre settimane di graditissime visite e giornate intense, ora che l’appartamento è rimasto incredibilmente vuoto, voglio raccontarvi un po’ di cose sulla folle festa appena terminata a Valencia: Las Fallas!
Le Fallas sono delle enormi costruzioni di legno, polistirolo e cartapesta costruite dalle compagnie fallere nel corso dell’anno ed esposte agli incroci delle strade e nelle piazze dal 14 al 19 di marzo di ogni anno. Raffigurano personaggi e situazioni dell’attualità con colori vivaci e in maniera scherzosa e sono dedicate a San José (patrono della città, festeggiato appunto il 19 marzo). In gran voga, per esempio, quest’anno, l’allusione al mare e alla America’s Cup di vela.
La cosa può ricordare (ma il paragone, diciamolo, è alquanto riduttivo) il carnevale di Muggia, con la differenza che queste figure allegoriche non sfilano, bensì sono montate con delle gru in situ, ed hanno dimensioni generalmente ben più grandi, raggiungendo a volte l’altezza delle palazzine intorno!
Ve ne sono, tra piccole e grandi, circa settecento (sì, 700!) in tutta la città e nei paesi della provincia e gareggiano tutte quante per vincere il premio, assegnato da una apposita giuria alla più bella di queste gigantesche rappresentazioni. Da quattro anni a questa parte vince sempre quella del rione “Campanar Nou”, sponsorizzata da un’impresa di costruzioni che quest’anno ha investito in questo ben 720000 €! Vi lascio immaginare le dimensioni e la cura con cui è stata preparata. Tra queste 700 ce ne sono anche molte costruite dai bambini delle varie compagnie, che competono ovviamente in una categoria a sé.
Non vi ho ancora spiegato il bello di tutto questo dispendio di soldi ed energie: l’ultima sera tutte quante le Fallas vengono date alle fiamme! Si salva solo un pezzo della Falla che ha vinto, conservato poi nel Museo Fallero.
Le origini della festa sono antiche e risalgono a quando i carpentieri della città, nel giorno di San José, con l’arrivo della primavera, appiccavano il fuoco fuori dalle loro officine alle lanterne che avevano usato d’inverno ed ai resti di legna avanzata nel corso dell’anno precedente. Nel Settecento si cominciarono a bruciare, per le strade, cataste di roba vecchia (“Anca noialtri brusemo ‘a vecia!” dirà qualcuno), fino a quando il tutto prese una piega artistica e, al principio del XX secolo, si cominciarono ad assegnare perfino i premi alle costruzioni più particolari.
Il contorno della festa è spettacolare. Non credo che in Italia esista niente del genere.
A partire dal I di marzo e fino al 19, alle 14 in punto nella piazza principale inizia la “Mascletà”: ogni giorno un’impresa di pirotecnica diversa fa esplodere ritmicamente CINQUEMILA chili di polvere da sparo, che produce botti assolutamente assordanti, in mezzo a un mare di gente in visibilio. Il primo giorno è “un po’ fiacca”, dura di più (7 min) e i botti sono meno spaventosi, il 19 è qualcosa di allucinante. L’onda d’urto di queste bombe carta la senti tutta in petto. I vetri di tutte le vie intorno tremano e il cielo, sul finire, è coperto da un’immensa nube di fumo. Agli stranieri (e anche a me, la prima volta che l’ho vista – ma era una delle prime e quindi “in tono minore”) sembra un po’ uno spettacolo senza senso, ma gli Spagnoli hanno addirittura gli occhi lucidi dall’emozione. Poi, assistendoci altre volte quando la festa cittadina entra nel vivo, ha divertito anche me. Follia pura.
Per tutto il mese tirare petardi a tutte l’ore è motivo di grande orgoglio personale. Il grosso della confusione arriva con l’esposizione delle Fallas, il giorno 14 (e con la conseguente chiusura delle scuole): la città è semi-paralizzata dalle costruzioni di polistirolo che bloccano le strade e i bambini sfogano la loro vitalità accendendo le micce. Il risultato è notevole: a qualsiasi ora del giorno e della notte i botti sono incessanti, anche tra i piedi della gente che cammina per le vie. Abbiamo visto uomini in giacca e cravatta uscire dall’ufficio, in centro, e mettersi a sparare petardi in gruppo appena varcato il portone… La gente è ubriacata dalla festa.
L’ubriacatura, quella vera, arriva la notte. Pressoché ad ogni Falla corrisponde un tendone che vende da bere e spara musica a palla. Ad ogni modo, quasi tutti preferiscono il “botellón”: si portano le bottiglie da casa e si beve in compagnia sulle panchine e sui gradini in giro per le strade. Moltissimi sono anche i palchi su cui suonano musica dal vivo, in tutta la città.
È qualcosa di unico: ho sentito parlare di un milione di turisti in città (ma i Valenciani scappano!), per le vie non si cammina se non spingendo e i punti d’incontro, in giro, sono innumerevoli. Ad ogni angolo c’è gente che fa festa. Vi giuro che è impressionante.
Ah, e non vi ho detto dei fuochi. Dal 14 al 18, OGNI sera, sul letto del fiume prosciugato che passa in mezzo a Valencia (è diventato un lunghissimo parco) preparano i fuochi d’artificio. Diciamo che se quelli sono “fuochi normali” posso dire che non avevo mai visto i fuochi in vita mia. Di giorni puoi osservare un’area pari a quella di un campo da calcio (se non di più) ricoperta di tubi da cui poi partiranno i razzi. Un arsenale. Ogni notte (si comincia le prime sere a mezzanotte, poi all’1.00, l’ultima sera all’1.30!) lo spettacolo dura circa venti minuti, ma sono venti minuti straordinariamente intensi. I fuochi artificiali sono enormi e tantissimi. Si susseguono ad un ritmo mai visto. Per chi non ci credesse ho pronti i filmati – purtroppo non sarà mai la stessa cosa! La gente inizia ad assieparsi nei punti strategici della città più di un’ora prima dell’inizio. E ne vale la pena.
Per finire, le sfilate. Ogni compagnia fallera veste le proprie Dame e queste sfilano ogni giorno per tutta la città accompagnate dalle bande, fino a portare, il giorno di San José, i fiori all’enorme statua della Madonna costruita in legno (stile Falla) davanti alla cattedrale.
Insomma, se siete in zona a metà marzo non dimenticate di venire a Valencia. Ho assistito ad una festa di proporzioni immense (l’adunata degli Alpini è robetta!) e sarà difficile dimenticarla.
So di aver dimenticato tante cose che avrei potuto aggiungere, ma spero almeno di avervi trasmesso una piccola parte delle emozioni provate in questi giorni.
Se vi ho suscitato un minimo di curiosità o non mi sono spiegato bene, domandate pure.
Un paio di siti interessanti sulla festa sono quello della Comunidad Valenciana e quello dedicato proprio alle Fallas.
Alla prossima.
PS: Tra le immagini della sezione Valencia troverete le nuove foto di ciò che vi ho descritto.

Allora disemo che mi già dopo il terzo paragrafo (e digo Terzo per simpatia Vs. il caro allenatore) me vien de dormir, ma questo xe un problema mio, te ga incomincià coi romani, adesso te sminuissi el Carneval Mujesan non xe che te stà diventando un pà Mona in mezo a sti spagnoli? Te vol divertirte coi boti te mando zo mi da qualche mio parente a Napoli, altro che 7 minuti de botti assordanti…..
Xe una dita in spagna che cacia fora 72000 EURI PER UNA COSTRUZION IN POLISTIROLO LEGNO E PAJA?!?!?!?!? Dio povero che i me li daghi a mi che me costruiso na villa, che almeno dopo che fazo una festa non devo distruggerla e zercar un mona dove smaltir una palazzina de polistirolo. Ultima roba spero che Dodà non el te ciapi tra le mani perché oltre alle squadre italiane e le feste triestine te attachi anche l’adunata degli alpini.
Mollu te digo do robe, no far confronti ma sopratuto Va c@g@r.
ISTIGATORE
ma povero Mollu. Iera così entusiasta de scriver el primo articolo e te me lo smonti cussì…
complimenti per le foto e per il racconto!
grande Monnezza!!!
…solo qualche dubbio…ma che cossa vol dir “Fallas”?
xe quei arnesi che usa su de ti quei coccoli giovinotti scuri de carnagion che ogni mese te manda el mister?
Ma cossa i fà allora per capodanno i valenciani? I usa dinamite?
ciao mullo!
buon divertimento!
Scusa Marty forse go esagerado unpà, forse no. Perà sto altro non pol ogni volta far confronti e romper le bale. ghe credo quando el disi che xe una bela festa che xe casotto che i spendi un fracco de bori ecc…. Perà lo spirito delle feste Triestine, delle adunate degli alpini xe qualcosa de unico nel genere. Xe poco simpatico far confronti specialmente quando te paragoni Muja a Valencia me par una cagada. Che el paragoni allora el carneval de rio con quel dei muletti che sfila in piaza unità. Forsi i muletti non i gaverà le brasiliane che se movi a ritmo de samba perà i xe troppo cocoli.
Istigatore
Miii, no pensavo de scadenar furiose polemiche…
Ad ogni modo no volevo paragonar Rio con i muleti de piazza Unità, né effettivamente Muja con le Fallas (te gaverà capì che xe tuto un’altra roba).
Volevo solo far notar come robe del genere dale nostre parti no solo no esisti in termini de grandezza, ma che proprio qua vedo una mentalità mai sperimentada là de noi (e me ricollego ai sfoghi del Vecchio)! Prova a proporghe al sindaco de sparar foghi de quel tipo (e col casin che i fazeva) dela 1.30 ale 2 de notte del Molo Audace! Prova a meter musica al massimo volume per tutte le strade della città fin le 4 passade; vedi quante lettere alle segnalazioni gavessimo per le pissade dela gente sui marciapie! Qua la gente sa zà che a metà marzo no i dormirà per una setimana e pase, no se ga sentì una lamentela.
Forsi no go soppesà ben le parole, forsi te ga leto le mie righe un poco de furia, ma proprio no volevo svilir niente de quel che gavemo in città. Anche el confronto con la adunada dei Alpini no voleva esser del tipo “quela no val niente”: anche quela xe stada un’esperienza unica (forse ancor più perché vista nella morigerata Trieste), ma volevo far capir che le dimensioni de ‘sta festa cittadina xe ancora più spaventose. Passa de qua a marzo e te capirà.
Per concluder la semantica. Oltre al strumento de lavoro dei coloriti amici del Terzo, “Falla” se riferissi prima de tuto, in Castiglian, al “difetto”. In secondo luogo, xe semplicemente el nome de queste costruzioni valenciane e ga le stesse origini dell’italiano “fiaccola” (dal dizionario dela Real Academia Española).
Mi non te stago contestando el fatto che Ts sia una cità dove xe difficile far festa, te stago solo disendo che non xe affato cocolo far dei paragoni. Xe logico che se te va a Napoli per la festa de San Gennaro i farà el steso casoto che i fa a Valencia per la Falla (che in triestin significa la Mona se il Fallo xe el bimbin). Perà podessimo provar a far cusì ti te son casa tua e mi prima de ‘ndar a lavorar de mattina ( mi timbro el cartelin alle 6) passo soto el tuo pergolo con una decina de bombe carta el le impizzo. Disemo che lo fazo per una setimana de fila in un ano. Ti cossa te fa visto che te ami lo spirito Valenciano???????
Comunque essendo mi Istigador de nome non posso evitar polemiche.
Ancora una roba invece de far articoli e meter foto della Falla non te podesi far articoli e metter foto delle FOLLADORES?
Istigatore
El mio proposito no jera “far paragoni” (no xe simile a niente che mi gabi visto), jera solo per spiegar che -appunto- le immagini che un pol aver nella sua testa dele feste a noi più familiari no riverà comunque a descriverla.
Evidentemente no go rivà nel mio intento. Ad ogni modo go capì. E gavemo anche ravvivà questo sito, che vivi de vampate.
Bravo Mollu, bel stà copia/incolla de wikipedia: a chi te ghe la conti, dopo 5 foto (quelle pubblicade) te ieri duro come un scalin; no te gà visto un’ostia de la festa, bibitela!!!!
No tocar i alpini perà, ah!!! Ara che il pavone e dodà se trova una damigiana de 50 litri (che no ghe ciapi arsura durante il viaggio) i parti x Valencia x farte el cul.
Studia, mus…e no star sempre in pineta che nelle foto me par che te gà anca i labri blu!!!!;)
Cio Blando sto mona de Mollu oltre a far copia e incolla da wikipendia el fa anche paragoni, nol studia el se imbriaga el tira petardi fin tarda note tute robe che el podeva far qua senza andar tra le folladores spagnole.
A dimenticavo Marty nota bene cosa el scrivi el caro Mollu “E gavemo anche ravvivà questo sito, che vivi de vampate.” secondo mi xe un attaco alla tua persona e poi Mollu chi ga ravvivado sta discussion non te son ti cià non sta far paragoni e ciaparte meriti che non te speta.
Ben ben, pulito pulito ! Me piasi stì giovini che fa un poco de polemica, ma con inteligenza e sagezza. Xé giusto che ognidùn disi quel che pensa e me par che el Molusko xé andado un poco in asedo, perché xé come insempià anca nele risposte, o me par a mi ? El disi una roba, dopo el cambia idea, el se rampiga sui speci. El xé veramente come Romano, povero ( digo Prodi naturàl), che el disi bianco, dopo el se coregi disendo che el intendeva nero, dopo el ambia disendo che inveze xé stà mal interpretà, che el voleva dir grigio e cussì via ( per dir el vero rosso nol disi mai !). O come quel altro, del altra parte del Tevere, che ghe gà roto i bisi ai musulmani,ai rusi, ai cinesi, ai greghi, ai turchi, ai stesi tedeschi e che ‘desso che nol sa cossa dir el ga tirà fora de novo quela del inferno. Mah, sta volta go veramente paura, perché sto mato xé gnocco e se el disi che ghe xé l’ inferno, sarà sicuramente l’ inferno tedesco, dove che ghe xé sempre el fogo, i diavoli in servizio, el mar de merda e nà come l’ inferno italian, dove che manca ogni tanto el fogo, ghe xé sioperi, la merda xé e no xé… Bon, caso mai se troveremo là e vedaremo, prima o dopo !
Ara ti anche el vecio se metti a far paragoni e poi incomincia a divagar sull’inferno sarà che se avvicina sempre de + la sua ora? (ara che te go visto che te gratavi i cojoni).
Comunque son in attesa treidante del secondo articolo del Mollu che sempre + el ghe somiglia a CAZZOFEDE a parità de asedo.
istiga istiga istiga
Me ga piaso i paragoni… Nisun me gaveva dà de papa. Sarà perché son discepolo de Fabri (o almeno jero, visto che go sicuramente rovinà tuto coi mii confronti).
E comunque, a pensarghe ben, l’inferno no xe né tedesco né italian: xe grigio.
Asedo XVI.
Efetivamente ogni giorno che passa la schiza xé più vizin, nà xé gnente de far. Ma nà solo per mi, a dir el vero…. nà per portar pegola… Comunque Asedo XVI me par che el xé ciapà un atimin de mania de grandeza. Oddio, el ghe gaveva fato anche proposte a Corona per farse fotografàr e finir su Novela 2000. Ma Corona che ga risposto : Stefano chi ?? E giustamente lo gà mandado a cagàr. Ma perché Asedo XVI e nà piutosto Giovanni Piria XXV o Anoaperto VI o Vaselino V o Molusko I o……
ma me sorgi un dubio se disi fullar o fellar????
Comuque Mollu mi diria che te pol cominciar a pensar de diventar el nostro inviato preferito.
e meno mal che no te inviemo a fan**#@°#!
fatto sta che la ricerca de Mollu la iera bella e interessante, i sui ga fato ben a comprarghe el libro delle ricerche cussଠel ne ga spiegà come se diverti la gente de Valencia! anche se a mi me par che i muloni a valencia i se diverti a darghe pugnoni a gente vestida in nerazzurro e po’ scampar…