Christian Depau: “Nel 2020 la crescita di rendimento è stata esponenziale”

La squadra del sorriso! Facciamo il punto sulla Seconda Divisione Femminile con il suo coach.

È il suo primo anno nello staff del Volley Club: ci racconti come è stato il suo approccio.

A luglio 2019 ero scarico di motivazioni e volevo riprendere per me il tempo che avevo dedicato in palestra ad allenare gli altri, perciò avevo rifiutato e stavo rifiutando le proposte che mi arrivavano dalle Società. Ero sicuro che mi avrebbe chiamato anche Andrea Stefini per chiedermi di seguire la Seconda Divisione del Volley Club Trieste e sapevo che la mia risposta sarebbe stata cordialmente negativa.
Poi a luglio Andrea mi ha effettivamente chiamato e infatti… ho accettato.

Come mai?

Non mi hanno offerto un milione di euro, anzi lo staff opera in formula volontaria, e non sono nemmeno rincretinito. La risposta è tanto semplice quanto da me inaspettata: durante quella breve telefonata ho potuto sentire una persona entusiasta e motivata, che mi ha raccontato di una Società composta da tante persone ugualmente entusiaste e motivate e che in più avevano messo in piedi una “macchina” veramente ben organizzata. Da ultimo, nel descrivermi la squadra ha nominato persone a cui pallavolisticamente ero legato da decenni: Alberta Vercelli, Federica Ulcigrai, Samantha Gon e Sara Cerva.

Quindi uno dei punti chiave è stata la composizione della rosa?

Il legame con alcune atlete mi rendeva entusiasta; tuttavia quando poi è arrivato il momento di entrare in palestra e ho avuto modo di conoscere la rosa al completo, confesso che a momenti scappavo!
Per capirci, mi pare simpatico descrivervi le caratteristiche del gruppo a mia disposizione:

  • Circa 18-20 ragazze;
  • Età minima 15 anni, età massima 46 anni;
  • Ragazze che avrebbero fatto 2 o 3 campionati diversi;
  • Ragazze che non sarebbero state presenti i lunedì;
  • Altre che non sarebbero state presenti i venerdì;
  • Ragazze che sapevano battere jump float e altre che non riuscivano ad arrivare ai propri 3 metri battendo da sotto;
  • Presenza media in palestra agli allenamenti: 16 persone (un battaglione!).

AAAAAAAAAAAHHHHH!!!!!
Trovare il modo di costruire allenamenti che risultassero efficaci per tutte sarebbe stato difficilissimo e già mi montava un mal di testa…

Alla fine come ha gestito una situazione così eterogenea?

Abbiamo cominciato ad allenarci e… SORPRESONA!
Il gruppo si è dimostrato coeso. Mi sono subito reso conto che le ragazze si aiutano a vicenda, se una non riesce a fare l’esercizio le altre non sbuffano ma anzi la esortano e la aiutano, si festeggiano assieme i compleanni e ogni scusa è buona per bere e mangiare qualcosa assieme e farsi due risate.
In questo modo avere l’opportunità di fare allenamenti efficaci diventa più semplice, perché a tutte piace venire in palestra.

A questo punto siamo curiosi, ci racconti come è andata la stagione…

Ovviamente prima, durante e dopo le partite le scelte e le decisioni spettano a me, così io le prendo cercando di interpretare al meglio quelle che ritengo le esigenze delle ragazze; ciononostante, inizialmente le cose non sono andate come mi aspettavo e il rendimento della squadra è stato inferiore alle attese. Anzi, serpeggiava pure un po’ di malcontento.
Che si poteva fare? Non è nella mia natura essere autoritario (se dovesse servire non mi tirerei indietro di certo ma preferisco cercare di essere autorevole). In ogni caso ho voluto fidarmi del mio istinto e ho deciso di spendere un intero allenamento (a gennaio) seduto di fronte a loro, lasciando che parlassero esprimendo tutti i loro pensieri, le loro critiche e i loro suggerimenti. Per me è stata la svolta, ho compreso molto meglio il gruppo, ho capito come volevano essere gestite in partita e come avrei potuto farle lavorare meglio in allenamento. I risultati sono stati da subito positivi e stavamo crescendo in maniera esponenziale: contro la stessa avversaria, ad esempio, siamo passati dal perdere 3-1 a dicembre, a vincere 3-2 a gennaio ed infine a vincere 3-1 a febbraio!
Alcune ragazze erano passate dal non riuscire a battere oltre la rete al non sbagliare quasi mai ed erano pure pronte ad essere schierate in campo da titolari, avendole testate nell’amichevole fatta con la Prima Divisione.
Ed è in questo contesto che il COVID-19 ci ha murati.

Un gran peccato. E per il futuro?

Non credevo fosse possibile, ma non vedo l’ora di riprendere il lavoro con loro in palestra. Questo stop inatteso lascia l’amaro in bocca ma cristallizza pure tutti gli splendidi momenti di sport e di divertimento passati assieme. Grazie Volley Club Trieste e grazie ragazze! Appena passata la tempesta abbraccerò ognuna ed ognuno di voi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.